Saranno revisionati i regolamenti di organizzazione e funzionamento dell’ente e verrà redatto un nuovo testo dello statuto
di ROSSELLA TANGORRA – “Preso atto delle criticità rilevate dall’organo di controllo in ordine al funzionamento dell’organo amministrativo e all’assetto organizzativo dell’ APULIA FILM COMMISSION”, la Giunta regionale pugliese ha deliberato di partecipare all’assemblea dei soci, domani 30 settembre, “dando mandato di proporre lo scioglimento del Consiglio di amministrazione e il conseguente commissariamento della fondazione”.
Il commissariamento «è finalizzato – spiega la Regione – a revisionare i regolamenti di organizzazione e funzionamento dell’ente; redigere un nuovo testo dello statuto; assicurare la continuità della gestione amministrativa». Il possibile commissariamento preoccupa i sindacati che, in una nota, hanno espresso timori per eventuali risvolti occupazionali negativi.
La guerra interna era divenuta insostenibile, la macchina rischiava di impantanarsi per troppo tempo ancora. E del resto, da più parti, continuavano ad arrivare le richieste di soluzione del problema, perché l’intero comparto dello spettacolo iniziava a risentirne.
Lo ha annunciato la stessa Regione Puglia in una nota, dopo lo scontro tra i vertici dell’Agenzia regionale, tra la presidente Simonetta Dellomonaco e il direttore generale Antonio Parente.
Il dossier della presidente di Apulia Film Commission, Simonetta Dellomonaco, imputa presunte «inadempienze» di Parente, la «paralisi dell’Ente» e denuncia quelle che a dire dire della scrivente, sono «illegittimità nelle procedure di incarichi esterni e attribuzione degli straordinari ai dipendenti» e lo «strapotere» del direttore.
Antonio Parente, respinge ogni accusa: «Tutte le questioni – dice – sono state oggetto di condivisione, discussione, verifica e conseguenti deliberazioni da parte dell’attuale, ma anche del precedente consiglio di amministrazione. L’erogazione – precisa – è avvenuta sempre nel rispetto della legge e di quanto disciplinato dalla contrattazione collettiva».
Una vera e propria telenovela che però non finisce qui
«La Giunta regionale, che in base all’articolo 5 dello Statuto della Fondazione, è organo di controllo dov’è stata in questi otto mesi? Mentre volano stracci e pesanti accuse reciproche, il presidente Michele Emiliano e la sua delegata alla Cultura, Grazia Di Bari, si preoccupavano solo di partecipare alle conferenze stampa e alle inaugurazioni delle iniziative?», si domandano i consiglieri di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Francesco Ventola e Luigi Caroli, responsabili proprio della convocazione dell’assemblea dei soci.
In attesa delle decisioni di Procura e Corte dei Conti, nonché dell’assemblea dei soci prevista per domani, nella prossima seduta della II commissione saranno convocati in audizione anche il segretario generale della presidenza della giunta regionale, Roberto Venneri, il direttore del Dipartimento cultura, Aldo Patruno e Pasquale Orlando dell’Autorità di gestione Fesr, «per capire se la giunta ha svolto sistematicamente attività di controllo in relazione alla gestione della Fondazione Afc».








