Il consigliere regionale denuncia la paralisi del reparto e attacca la Regione: «Decine di pazienti costretti a spostarsi a Foggia. Se entro domani non arrivano gli oncologi, sospendo la mia campagna elettorale»
«Se entro domani non tornano i medici al reparto di oncologia del Lastaria di Lucera, fermo la mia campagna elettorale». È una dichiarazione forte quella del consigliere regionale Napoleone Cera, che ha scelto di lanciare un ultimatum pubblico dopo aver appreso che nell’ospedale daunio non è attualmente disponibile alcuno specialista oncologo.
Il Lastaria, struttura di riferimento per tutto il subappennino dauno, vive da giorni una situazione di emergenza, con i pazienti costretti a recarsi a Foggia per ricevere le cure. «Da oggi in Puglia cinque Aziende sanitarie sono senza direttore generale, sono scaduti i mandati e la Giunta regionale non ha provveduto alle nuove nomine – spiega Cera –. Una di queste è proprio il Policlinico Riuniti di Foggia, da cui dipende il Lastaria di Lucera».
Il consigliere accusa apertamente l’assessore regionale alla Sanità, Raffaele Piemontese: «Mentre lui continua a farsi la campagna elettorale in giro, io sono qui davanti al reparto di oncologia senza medici».
Il risultato, denuncia Cera, è drammatico: «Decine di pazienti oncologici, uomini, donne, famiglie già provate dalla malattia, provenienti anche dai paesini più periferici e lontani, sono costretti a spostarsi verso Foggia. Ma perché devono essere loro, i più fragili, a dover pagare il prezzo dell’incapacità politica? Perché dal Riuniti non mandano immediatamente personale in sostituzione?».
Cera parla di «una vergogna che grida vendetta», definendo la situazione «l’ennesima prova che dopo vent’anni di malgoverno la Puglia è stata lasciata sola, svuotata, abbandonata».
La sua decisione è netta: «Se entro domani non verrà mandato un medico all’oncologia di Lucera, io interromperò la mia campagna elettorale. Non farò un passo, resterò qui, in pianta stabile, finché non vedrò uno specialista entrare in quel reparto. Perché la politica, quella vera, non scappa. Non gira la testa. E non continua a fare comizi mentre la gente soffre. La mia campagna elettorale si ferma. Non c’è voto, non c’è preferenza, non c’è corsa che valga più della salute dei cittadini».
Un gesto di protesta e insieme un atto di denuncia verso la Regione, che il consigliere definisce «responsabile di una sanità allo stremo». «I cittadini devono sapere quello che sta accadendo – conclude Cera –. Questa è la Puglia che ci hanno lasciato, questa è la sanità che ci consegna il centrosinistra, che si permette ancora di presentarsi ai cittadini spacciandosi per nuovo e con false promesse. È ora di dire basta».








