Nel discorso di insediamento, il magistrato foggiano delinea una visione fondata su legge e Costituzione, rifiuta il modello dell’uomo solo al comando e chiama istituzioni e società civile a una mobilitazione condivisa contro ogni forma di illegalità
Foggia ha ufficialmente un nuovo procuratore capo. È Enrico Giacomo Infante, 52 anni, magistrato foggiano che opera nello stesso ufficio dal 2003, a succedere a Ludovico Vaccaro, nominato procuratore generale presso la Corte d’Appello di Lecce. La cerimonia di insediamento si è svolta nell’aula della Corte d’Assise del Tribunale di Foggia, alla presenza dei vertici giudiziari, istituzionali, religiosi e politici del territorio, oltre ai colleghi della Procura, alle forze dell’ordine e ai familiari del neo procuratore.
Nel suo primo intervento ufficiale, Infante ha delineato con chiarezza l’impostazione che intende dare all’ufficio, respingendo ogni visione personalistica della funzione direttiva. «Non credo nel modello dell’uomo solo al comando, né in quello dell’innovatore visionario o dell’imprenditore che tutto abbatte e riformula», ha affermato. «Il che fare ce lo dice la legge sostanziale penale, il come farlo ce lo dice la legge processuale penale, il perché farlo ce lo dice la Costituzione. Lo Stato di diritto esiste quando il Rex è la Lex e null’altro».
Il nuovo procuratore ha sottolineato come il ruolo del dirigente non sia quello di imprimere una direzione solipsistica, ma di coordinare al meglio risorse umane e strumenti per realizzare i fini assegnati dall’ordinamento. In questo solco ha riconosciuto il lavoro svolto dai suoi predecessori, citando Alessandro Galli, Vincenzo Russo, Francesca Pirrelli, Ludovico Vaccaro, Leonardo De Castris e Silvio Guarriello, ringraziando anche Roberto Rossi della DDA di Bari e Renato Nitti della Procura della Bat per la collaborazione istituzionale.
Infante ha evidenziato come la funzione della Procura sia in continua evoluzione, chiamata a confrontarsi non solo con la criminalità organizzata ma con una più ampia sfida all’illegalità, che comprende reati economici, societari, fallimentari e fenomeni di usura. Tra le priorità indicate figurano il rafforzamento del contrasto alla criminalità organizzata, in stretta sinergia con la DDA di Bari e la Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, la lotta alla criminalità predatoria, alla violenza di genere, alle patologie dell’impresa, al malaffare amministrativo e allo scempio ambientale legato all’urbanizzazione selvaggia.
«La Capitanata è purtroppo permeata da tante emergenze di ogni tipo», ha spiegato rispondendo ai giornalisti. «La criminalità organizzata, quella predatoria, ambientale, il malaffare nella pubblica amministrazione: siamo aggrediti su diversi fronti». Ma il magistrato ha individuato un filo rosso su cui lavorare con urgenza. «C’è una certa indifferenza e accettazione sociale della diffusione dell’illegalità, una scarsa reattività che significa omertà e poca collaborazione. Anche se va detto che negli ultimi anni si è fatto tantissimo in positivo».
Per questo, il nuovo procuratore ha insistito sulla necessità di un lavoro corale. «Non se ne esce soltanto con il lavoro delle forze dell’ordine o della Procura. Quello è l’estrema ratio, quando il danno è fatto. Per rimuovere le cause profonde servono tutte le forze sociali ed istituzionali». Un messaggio ribadito anche nel suo appello finale. «La Procura c’è, le forze dell’ordine ci sono. L’invito è alla massima collaborazione, allo spirito di reazione all’illegalità, alle denunce, alla mobilitazione sociale. Non siamo all’anno zero: tanto si è fatto, dobbiamo proseguire su questa strada tutti insieme».
Infante non ha nascosto l’emozione per un incarico che lo riporta al servizio della sua terra. «L’emozione è tanta, ma c’è anche la consapevolezza che dedicherò tutto me stesso», ha detto. «Ci sono pregi e difetti nel dirigere un ufficio giudiziario dove si è nati e vissuti. Ci sono esempi grandissimi come Falcone, Borsellino e Livatino, ma qui c’è stato anche Ludovico Vaccaro, foggiano doc e grande procuratore».
Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, il procuratore Roberto Rossi, l’arcivescovo di Foggia monsignor Giorgio Ferretti, la sindaca Maria Aida Episcopo e numerosi rappresentanti istituzionali. Parole di apprezzamento sono giunte anche dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia Giannicola De Leonardis, che ha espresso «le più vive congratulazioni al dottor Enrico Infante per la nomina, elemento di ulteriore fiducia per tutta la comunità di Capitanata nella difesa della legalità».
Con il suo insediamento, la Procura di Foggia si prepara ad affrontare le sfide di un territorio complesso, nel segno della continuità istituzionale, dell’autonomia della magistratura e di un forte richiamo alla responsabilità collettiva.








