Le nuove droghe: un incubo infinito che seduce ancora

Tra sostanze sintetiche, mercato in continua evoluzione e giovani sempre più esposti, la sfida contro le nuove dipendenze richiede prevenzione, conoscenza e un impegno collettivo che non può più attendere

La vita dell’Italia a cavallo del Novecento – la stagione degli anni di piombo e della strategia della tensione – è stata anche quella in cui la diffusione dell’eroina, soprattutto fra i giovani, e della cocaina, la “droga di tendenza”, raggiunse il suo picco più alto nel mondo e in Europa.

Sicuramente i lettori della mia generazione ricorderanno, in quegli anni, i reportage e le inchieste di un grande giornalista, Giuseppe Marrazzo, il primo a raccontare il cambiamento che stava avvenendo nel nostro paese su tale fenomeno sociale e a dare voce alle storie drammatiche dei ragazzi tossicodipendenti nelle città e nelle province italiane.

Rispetto a quel periodo, poco è cambiato. Permangono, infatti, segnali preoccupanti di una emergenza sanitaria silenziosa che, a dispetto dei tempi, continua ad essere devastante.

La cannabis resta la sostanza stupefacente più utilizzata tra i giovanissimi ma con una concentrazione del principio attivo che la rende più pericolosa rispetto al passato.

Nel XXI secolo, il traffico illegale delle droghe segue tuttavia le logiche di un commercio in cui, la diversificazione del prodotto, si è rinnovata ed evoluta anche nelle sue componenti.

Il mercato, infatti, è diventato saturo di nuove sostanze psicoattive – in acronimo inglese NPS -, droghe di natura sintetica create in laboratorio dall’uomo. I giovani cadono con estrema facilità nella loro rete di dipendenza al punto tale da degenerare, nella maggior parte dei casi, in comportamenti fuori dal loro stesso controllo.

Secondo il Sistema Nazionale di Allerta NEWS-D, solo nel 2025 ne sono state individuate in commercio circa 80, una gamma diversificata di prodotti, in alcuni casi di grande potenza e purezza, ma con sempre maggiori rischi per la salute. Le NPS più diffuse sono i Cannabinoidi sintetici, la Ketamina, gli Oppiadi sintetici, la Cocaina rosa e il Fentanyl.

Come è avvenuta tale proliferazione che già rappresenta un distacco netto dal relativo minore numero di droghe esistenti in passato? In primo luogo, le NPS hanno un costo esiguo. In secondo luogo, la loro produzione è molto semplice. Basta combinare i principi attivi presenti in farmaci comuni – quelli per l’ansia e la depressione i più utilizzati – con altre sostanze psicoattive per ottenere un mix esplosivo della cui pericolosità e percezione del rischio, molto spesso, gli assuntori non hanno assolutamente cognizione.

Il dato globale segnalato dall’Agenzia dell’Unione Europea per le droghe e dall’OMS quantifica in circa 600.000 i decessi all’anno per il consumo di sostanze stupefacenti. In Italia il quadro non è meno allarmante. Oltre 5 milioni di abitanti sono a rischio dipendenza e, fra questi, oltre 900.000 si sballano regolarmente.

Ma i numeri che sul serio fanno rabbrividire sono quelli riferiti ai nostri giovani, in aumento significativo negli ultimi anni. Il 40% nella fascia di età compresa fra 15 e 19 anni ha consumato almeno una/due sostanze psicoattive mentre, purtroppo, si stanno avvicinando alle NPS anche i ragazzini tra 10 e 15 anni, nella misura del 3%.

A peggiorare il quadro, forse dovremmo dire a contribuire alla sua diffusione, è il Deep Web ossia quella parte oscura di Internet dove le leggi e i controlli non esistono. È qui, in questo mondo subdolo e nascosto della criminalità, che tali sostanze sono facilmente reperibili e trovano un mercato florido dove muoversi liberamente alimentando un giro di affari che si espande nell’ombra ed è quantificato in milioni di euro.

È paradossale dirlo ma, oggi, gli intermediari, i trafficanti, i canali di distribuzione della droga sintetica non si trovano più per strada. La piazza di spaccio è diventato il Web che assicura anche consegne a domicilio facili ed insospettabili attraverso plichi postali o corrieri privati, del tutto ignari.

È attraverso il Web che stiamo assistendo in Italia all’avanzata preoccupante – seppure non ancora di allarme conclamato – della droga sintetica attualmente considerata la più pericolosa, il famigerato Fentanyl – la c.d. droga zombie – che ha già mietuto negli Stati Uniti oltre 200.000 vittime e che crea una dipendenza in tempi rapidissimi.

Si tratta di un potentissimo analgesico usato in medicina, un oppioide prodotto dalla sintesi chimica, i cui effetti sono superiori almeno di cento volte alla morfina.

Recenti indagini condotte dalle Forze di Polizia hanno consentito di appurare che il Fentanyl inizia ad essere mischiato all’alcool, alla cocaina, all’eroina ed agli psicofarmaci provocando facilmente l’overdose mortale o l’arresto cardiaco.

Come sostenuto dalla Società Italiana Patologie da dipendenza siamo, quindi, in presenza di una emergenza sanitaria devastante. Assumere droghe sintetiche vuol dire entrare, consapevolmente, in un tunnel buio, quello dove non esiste spiraglio di luce, quello abitato solo da mani perfide che tirano a sé, ingorde e fameliche.

L’implementazione dei programmi di prevenzione, basata su campagne di sensibilizzazione fattive e concrete e non su slogan pubblicitari, deve continuare ad essere la via prioritaria di contrasto a tale piaga. E, tale, una ovvietà che non possiamo dare per scontata.

Le Istituzioni devono farsi carico di una rete di dialogo costante e di informazione capillare con la generazione Z sull’uso delle droghe e sui rischi in cui possono incorrere al fine di far loro comprendere che tale tunnel non ha via di uscita ma solo uno stop, ad un certo punto, che li condurrà inesorabilmente alla solitudine, al degrado, alla pazzia, all’angoscia, infine alla morte.

A rischio, in particolare, più del 50% della popolazione studentesca, difficilmente intercettabile sul terreno sensibile della prevenzione. Costoro, non hanno una reale percezione del rischio che si può assumere utilizzando una sostanza stupefacente.

Secondo i recenti riscontri della Commissione Bicamerale Infanzia e Adolescenza, il 65% degli accessi al Pronto Soccorso per psicosi indotte da droghe riguarda proprio i minori, con una prevalenza significativa tra le ragazze sotto i 17 anni.

È da tale dato choc che occorre partire, il più delicato tra quelli citati. Oriana Fallaci diceva che “l’odore della droga, un penosissimo puzzo, altro non è che il puzzo della debolezza, della fiacchezza, della viltà. Infatti piace a chi non ha il coraggio di affrontare la vita, a chi non ha i coglioni per tenere in vita la vita, a chi non ha la fantasia che ci vuole per apprezzarla nonostante le sue durezze e le sue porcherie e i suoi orrori, a chi non ha l’intelligenza per amarla”.

Sarò banale ma è il senso della vita, così tante volte sottolineata dalla grande giornalista, il vero, grande, valore da insegnare ai giovani.

È sufficiente condurre la nostra esistenza al meglio, con semplicità, per essere felici.

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