Il silenzio che unisce: il Monastero Ortodosso di Mortara ponte spirituale tra Oriente e Occidente

Nel cuore della campagna pavese, il Monastero dei Santi Giacomo e Filippo accoglie pellegrini di ogni provenienza, riscoprendo la radice comune della fede cristiana e offrendo un messaggio di unità in un tempo segnato da divisioni religiose e culturali. Un’occasione per riflettere anche sulle cause storiche dello scisma d’Oriente e sul desiderio di riunificazione tra le Chiese

In uno scenario globale sempre più rovente segnato da distanze culturali e frammentazioni religiose, il Monastero Ortodosso di Mortara si fa luogo di accoglienza silenziosa capace di unire cuori diversi in un’unica sete di DIO.

Qui, la tradizione ortodossa si intreccia con il cammino di tanti pellegrini occidentali, in un abbraccio che supera le differenze confessionali, riscoprendo la radice comune della fede cristiana.

di EMANUELE CARLO OSTUNI – Il Monastero Ortodosso dei Santi Giacomo e Filippo Apostoli di Mortara (Pavia) è stato fondato nel 2017 su iniziativa di padre Abate Evloghios Legnazzi e Padre Davide Kirill Arcuri, con la benedizione del Vescovo Avondios della Metropolia Ortodossa di Aquileia.

Si trova in Strada Vecchia di Galliate al 1521. Consiglio di mettere il navigatore per arrivare comodamente in quanto si trova all’interno della campagna di Mortara e facilmente raggiungibile dal Cimitero della città.

Qui si pratica il rito di S. Giovanni Crisostomo morto a Comana Pontica in Asia Minore nel 407 d.C. Il suo soprannome Crisostomo significa “bocca d’oro” per via della sua straordinaria eloquenza nella predicazione. Venerato in date diverse sia dalla Chiesa cattolica che ortodossa.

In un ideale abbraccio fra le comunità ortodosse del Nord e del Sud in Puglia sede di IN PUGLIA 24 troviamo una lunga eredità ortodossa risalente all’epoca dei monaci basiliani. Basta citare il Monastero di S. Nicola a Bari e la chiesa Greco-Ortodossa di Brindisi che testimoniano come l’unità della fede travalichi i confini geografici.

Vediamo ora di chiarire ai nostri affezionati lettori quali sono le differenze che portarono allo SCISMA del 1054 conosciuto anche come lo Scisma d’Oriente.

Le cause furono di natura teologica e rivalità interne. La Chiesa romana inserì nel Credo che lo Spirito Santo procede anche “dal Figlio” (filioque), cosa mai accettata a Costantinopoli.

Secondo la teologia ortodossa, solo il Padre è la fonte dell’essere (monarchia del Padre) nella Trinità e aggiungere il Figlio come fonte di processione dello Spirito Santo altera l’equilibrio trinitario.

In sostanza per gli ortodossi, lo Spirito Santo procede dal Padre attraverso il Figlio e non dal Figlio come causa e origine. La Commissione Mista Internazionale per il Dialogo Teologico ha proposto nel 1995 (documento di Bari) che entrambe le formule possono essere complementari purché interpretate correttamente.

Inoltre vi erano differenze liturgiche e sacramentali come il tipo di pane usato nell’Eucaristia, ossia lievitato in Oriente e azzimo (dall’ebraico “mazzah”, senza lievito) in Occidente.

Rifiuto dell’infallibilità Papale, al quale in Oriente si riconosceva solo un primato d’onore e non di giurisdizione.

Altra grande differenza riguarda l’Immacolata Concezione della Madonna, venerata in entrambe le chiese, ma a differenza della religione cattolica, quella ortodossa non preserva Maria dal peccato originale pur considerandola SANTA.

Recentemente il nuovo Pontefice Leone XIV ha espresso il desiderio che le due Chiese possano ritornare unite e chi vi scrive, come Cristiano Cattolico, lo auspica perché Cristo è morto per TUTTI e TUTTI dobbiamo ribadire il nostro credo in un solo DIO.

Chi volesse scrivere al Monastero l’indirizzo e-mail è: jesus.provvidente@libero.it

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