La Cassazione chiude una lunga vicenda giudiziaria iniziata nel 1985: i suoli tornano al proprietario, nonostante il Comune li avesse già destinati a un progetto di rigenerazione urbana.
di BARBARA RINALDI – Si chiude dopo quasi quarant’anni una delle vicende urbanistiche più complesse di Cassano delle Murge. La Corte di Cassazione ha disposto la revoca definitiva della confisca dei terreni dell’ex Garden Village, ordinandone la restituzione al proprietario. Un epilogo che arriva al termine di un percorso giudiziario iniziato nel 1985, segnato da sequestri, annullamenti, sentenze contrastanti e dal pronunciamento della Corte europea dei diritti dell’uomo.
I terreni, nel frattempo, erano entrati nella disponibilità del Comune, che li aveva inseriti in un progetto di rigenerazione urbana e rifunzionalizzazione degli immobili. Ora, però, la decisione della Cassazione impone un cambio di rotta.
Dalle autorizzazioni al vincolo paesaggistico
La storia comincia negli anni Ottanta, quando l’imprenditore ottiene dal Comune le autorizzazioni per realizzare un complesso residenziale composto da 17 edifici. I lavori partono regolarmente, ma pochi mesi dopo un decreto ministeriale impone sull’area un vincolo paesaggistico legato alla vicinanza con la Foresta Mercadante.
Da quel momento la situazione si complica. Le autorizzazioni vengono rimesse in discussione, le varianti progettuali devono fare i conti con nuove norme e l’intera lottizzazione finisce sotto accusa, venendo considerata abusiva. È l’inizio di una lunga battaglia giudiziaria.
Sequestri e sentenze contrastanti della Corte di Cassazione
Nel 1997 arriva il sequestro dei terreni. L’anno successivo il proprietario viene condannato e i suoli confiscati. Nel 2001, però, la Corte d’Appello di Bari ribalta la sentenza: assoluzione e revoca della confisca. Una decisione che dura poco. Nel 2002 la Cassazione annulla tutto, rimandando il procedimento.
Negli anni successivi si susseguono nuovi giudizi: condanne, annullamenti e, nel 2006, la dichiarazione di prescrizione dei reati, con la confisca che però resta in piedi. Nel 2008 la Cassazione la rende definitiva e i terreni passano formalmente al Comune.
La svolta della Corte europea dei diritti dell’uomo
Il punto di svolta arriva nel 2013, quando la Corte europea dei diritti dell’uomo dichiara illegittima la confisca, condannando lo Stato italiano al pagamento di 10mila euro per danno morale. Nel 2024 la stessa Corte ordina la restituzione dei terreni e riconosce un ulteriore risarcimento di 100mila euro per il danno materiale.
Nonostante il pagamento dei risarcimenti, i suoli restano nella disponibilità del Comune. Il proprietario presenta quindi un nuovo ricorso, assistito dall’avvocato Alessandro Dello Russo.
Le conseguenze per il Comune e il futuro dell’area
Con l’ultima decisione, la Cassazione accoglie il ricorso e dispone la revoca definitiva della confisca, imponendo la restituzione dei terreni. Una scelta che apre ora una fase delicata per il Comune di Cassano delle Murge, chiamato a rivedere i progetti già avviati sull’area e a valutare gli interventi realizzati negli anni.
La sentenza chiude una vicenda durata quasi una vita, segnata da norme mutevoli e interpretazioni contrastanti. Per il proprietario arriva finalmente la parola fine. Per l’amministrazione comunale si apre invece la necessità di ridefinire il futuro dell’ex Garden Village, questa volta con un quadro giuridico definitivamente chiarito.








