La vittima è un giovane gambiano. Alla base del delitto una lite degenerata tra lavoratori agricoli che vivevano nello stesso insediamento
Ancora sangue nelle campagne della Capitanata. Nella serata di ieri, a San Severo, un giovane migrante originario del Gambia è stato ucciso a colpi di martello all’interno del ghetto conosciuto come “Arena”, dove vivono diversi lavoratori agricoli stranieri.
Il presunto responsabile è stato bloccato dalla Polizia poche ore dopo il delitto. L’arma utilizzata per l’aggressione, un martello, è stata sequestrata dagli agenti intervenuti sul posto.
La vittima è stata trovata priva di vita all’interno di una delle stanze della struttura che ospita circa trenta persone. I soccorritori del 118 sono arrivati rapidamente, ma per il giovane non c’era ormai più nulla da fare.
Secondo le prime informazioni raccolte dagli investigatori, alla base dell’omicidio ci sarebbe stata una lite tra i due uomini. La discussione, per cause ancora da chiarire, sarebbe degenerata fino all’aggressione mortale.
La lite degenerata e l’intervento della Polizia nel ghetto chiamato Arena
L’allarme è stato lanciato da alcuni presenti nell’insediamento, preoccupati dopo aver sentito urla provenire dalla stanza in cui si trovavano i due uomini. Poco dopo sono state chiamate le forze dell’ordine. Gli agenti della Polizia di Stato sono intervenuti rapidamente e hanno avviato le prime verifiche sul luogo del delitto. Nel frattempo il presunto autore dell’omicidio è stato rintracciato e fermato.
Il martello ritenuto l’arma del delitto è stato recuperato e posto sotto sequestro. Inoltre sono stati ascoltati diversi testimoni che vivevano nella stessa struttura. Sia la vittima sia il presunto aggressore risultavano regolarmente presenti sul territorio italiano. Entrambi lavoravano come braccianti agricoli nelle campagne del territorio.
Vita nei ghetti agricoli della Capitanata
Il ghetto “Arena” è uno dei numerosi insediamenti informali presenti nell’area del Foggiano. Qui vivono lavoratori stranieri impegnati soprattutto nelle attività stagionali nei campi. Le condizioni di vita in queste strutture restano spesso difficili. Spazi ristretti, precarietà abitativa e convivenze forzate generano tensioni che, talvolta, possono sfociare in episodi di violenza.
L’omicidio di ieri sera riporta al centro dell’attenzione proprio la realtà dei ghetti agricoli della Capitanata. Da anni istituzioni e associazioni denunciano la necessità di soluzioni abitative dignitose per i lavoratori stagionali. Intanto proseguono le indagini della Polizia per chiarire con precisione la dinamica dei fatti e le responsabilità dell’aggressione che ha portato alla morte del giovane bracciante gambiano.
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