Failm e Cobas annunciano una mobilitazione a Bari per la crisi occupazionale delle ditte appaltatrici e chiedono un confronto diretto con la Regione
Failm e Cobas hanno annunciato un sit-in davanti alla sede del Consiglio regionale della Puglia, in programma lunedì 2 febbraio a partire dalle ore 9, in concomitanza con la prima riunione dell’assemblea regionale. L’iniziativa nasce dalla grave crisi occupazionale che investe il Petrolchimico di Brindisi e coinvolge centinaia di lavoratori delle ditte appaltatrici.
La decisione è maturata nel corso di un’affollata riunione svoltasi a Mesagne, promossa dalla Failm e aperta a tutte le organizzazioni sindacali. Al termine di un confronto ampio e partecipato, è emersa con forza la volontà di portare la vertenza direttamente a Bari, davanti alle istituzioni regionali.
Alla riunione hanno preso parte numerosi rappresentanti dei lavoratori, RSA e RSU delle aziende operanti nel Petrolchimico, anche appartenenti ad altre sigle sindacali. Tutti hanno condiviso la proposta di una mobilitazione immediata, ritenendo non più rinviabile un intervento della Regione Puglia sulla vertenza.
Failm e Cobas hanno quindi formalizzato una richiesta di incontro al presidente della Regione, Antonio Decaro, chiedendo un confronto prima dell’inizio dei lavori del Consiglio regionale. Nella lettera inviata, i sindacati sottolineano la drammaticità della situazione occupazionale del Petrolchimico di Brindisi e il mancato avvio di soluzioni concrete.
«In questa occasione – scrivono – Le chiediamo un breve incontro per rappresentarle la drammatica situazione occupazionale del Petrolchimico di Brindisi, dove il protocollo d’intesa firmato lo scorso anno non vede ancora luce. All’epoca fummo contrari, al pari della stessa Regione Puglia, a un’intesa priva di garanzie e chiedemmo la firma di un vero Accordo di Programma».
Nel documento, Failm e Cobas sollecitano inoltre il sostegno della Regione per l’attivazione di un tavolo di confronto con ENI Versalis, con il coinvolgimento del presidente di Sepac Leo Caroli, ritenuto passaggio necessario per affrontare la vertenza in modo strutturato.
La richiesta è stata trasmessa anche, per conoscenza e come sollecitazione all’impegno, ai consiglieri regionali della provincia di Brindisi, all’onorevole D’Attis, al sindaco di Brindisi e ad altri consiglieri regionali, affinché la vertenza venga assunta come questione politica prioritaria.
Secondo quanto denunciano i sindacati, la situazione delle ditte appaltatrici è già segnata da cassa integrazione, riduzione delle ore di lavoro e dei salari, attività ridotte al minimo nella logistica e prospettive di fermo totale nel giro di pochi giorni. A questo si aggiungono trasferte forzate e l’esclusione dal lavoro dei dipendenti a tempo determinato, spesso dopo decenni di attività svolta in condizioni di precarietà.
Sul fronte industriale, evidenziano Failm e Cobas, non vi sono notizie concrete su programmi o investimenti da parte di ENI Versalis. Il protocollo d’intesa firmato lo scorso anno resta, di fatto, solo sulla carta, basato su un rapporto di fiducia che, secondo i lavoratori, non ha trovato riscontri.
La tensione, spiegano i sindacati, è cresciuta negli ultimi giorni con scioperi e incontri in Prefettura. Dopo la manifestazione di Bari, avvertono, la protesta potrebbe ulteriormente irrigidirsi fino al blocco totale delle attività del Petrolchimico.
In definitiva, ciò che i lavoratori chiedono è che la Regione Puglia assuma una posizione netta nei confronti di chi non rispetta gli impegni sottoscritti e si faccia promotrice di un confronto unitario con ENI Versalis e i ministeri competenti, per affrontare una crisi che, secondo Failm e Cobas, sta ormai degenerando.
Se vuoi, al prossimo passaggio posso:
– asciugarlo per lancio home
– irrobustirlo in chiave più conflittuale
– oppure renderlo ancora più istituzionale








